Le CDMO stanno investendo miliardi nella capacità produttiva europea di principi attivi farmaceutici (API)
Le aziende stanno affrontando i rischi legati alla domanda e alle catene di approvvigionamento
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Le organizzazioni di sviluppo e produzione a contratto (CDMO) stanno intensificando i propri investimenti nei principi attivi farmaceutici (API) in Europa. Una serie di accordi recenti dimostra come le aziende stiano rafforzando le proprie infrastrutture nella regione, posizionandosi per sviluppare e fornire medicinali più nuovi e complessi, afferma GlobalData, una piattaforma leader nel campo dell’intelligence e della produttività.
Il rapporto mensile di GlobalData sull’outsourcing biofarmaceutico rivela che l’espansione della capacità delle CDMO relative agli API in Europa sta avvenendo in diverse fasi della catena del valore farmaceutica ed è guidata da due fattori principali: l’evoluzione della domanda e la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento.
Edita Hamzic, analista del settore sanitario presso GlobalData, afferma: «La domanda sta cambiando. I GLP-1, i peptidi, i prodotti biologici e altre terapie avanzate richiedono una produzione più specializzata rispetto a molti farmaci tradizionali. Le catene di approvvigionamento sono diventate più sensibili ai rischi di interruzione; potenziare la capacità produttiva più vicino ai clienti europei può garantire una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento».
Tra luglio e agosto 2026 si sono registrati quattro investimenti nel settore dei principi attivi (API). L’impegno più consistente proviene da Bachem, la CDMO svizzera specializzata in peptidi e oligonucleotidi, che prevede di investire oltre 500 milioni di franchi svizzeri (circa 609 milioni di dollari) in un nuovo impianto di produzione su larga scala a Sisslerfeld, a Eiken, in Svizzera, il suo terzo sito nel Paese. Il fattore trainante principale è la domanda di API peptidici, in particolare la rapida crescita dei farmaci metabolici come i medicinali a base di GLP-1 per l’obesità e il diabete.
Cambrex sta investendo 30 milioni di dollari in un nuovo centro di ricerca e sviluppo presso la sua sede di Milano. Il progetto amplierà le capacità di sviluppo analitico e di ricerca e sviluppo dei processi e potenzierà gli impianti di produzione esistenti; il completamento è previsto per la seconda metà del 2027. Cambrex ha inoltre acquisito un terreno adiacente per una futura espansione. L’investimento sosterrà le fasi iniziali dello sviluppo dei farmaci e rafforzerà la capacità di Cambrex di sviluppare e scalare API a piccole molecole complesse prima che raggiungano la produzione commerciale.
Il Gruppo Théa e Unither Pharmaceuticals stanno realizzando uno stabilimento di 20.000 metri quadrati a Gannat, in Francia, con un investimento di oltre 140 milioni di euro (circa 161 milioni di dollari). A differenza di un tipico impianto CDMO che serve più clienti, questo sito sarà dedicato principalmente alla produzione dei prodotti oftalmici sterili di Théa per il mercato francese e quello europeo in generale. Lo stabilimento amplia la capacità produttiva europea di Théa e ne sostiene la crescita a lungo termine.
Nel frattempo, il gruppo farmaceutico tedesco Merck, che fornisce servizi CDMO sulla base della “capacità in eccesso”, ha inaugurato a Darmstadt, in Germania, un centro di analisi BioReliance del valore di 25 milioni di euro (circa 29 milioni di dollari). La struttura, che si estende su una superficie di 2.000 metri quadrati, offre test di rilascio di principi attivi e prodotti farmaceutici, nonché studi di stabilità conformi alle norme GMP per anticorpi monoclonali e terapie cellulari destinati ai clienti biofarmaceutici dell’azienda.
Hamzic conclude: «Oltre alla loro importanza per le aziende interessate, questi investimenti rivestono anche una dimensione strategica per l’Europa nel suo complesso. Consentiranno di sviluppare competenze specializzate e creare posti di lavoro, rafforzare le reti farmaceutiche e ridurre la dipendenza della regione dalle capacità produttive esterne».
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