Una settimana dopo lo shock del GSK: il comitato aziendale e l’IGBCE elaborano un piano per il futuro di Dresda
Esperti esterni valutano le prospettive economiche dello storico stabilimento di produzione di vaccini
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A una settimana dall’annuncio di GSK di voler chiudere lo stabilimento di produzione di vaccini di Dresda entro il 2028, il comitato aziendale e l’IGBCE tracciano un primo bilancio provvisorio. Lo stabilimento non è ancora salvo e il percorso rimane difficile. Ma una cosa è già certa: GSK non potrà chiudere lo stabilimento e i suoi 641 posti di lavoro in modo silenzioso e senza clamore.
Dibattito sul futuro della GSK di Dresda il 16 settembre 2026 nel Parlamento regionale della Sassonia: Michael Kretschmer, Ministro Presidente dello Stato Libero di Sassonia, insieme ai membri del comitato del consiglio di fabbrica della GSK di Dresda, Henning Homann, presidente del gruppo parlamentare SPD nel Parlamento regionale della Sassonia, Petra Köpping, ministra di Stato della Sassonia per gli Affari sociali, la Salute e la Coesione sociale, e Philipp Zirzow, responsabile regionale dell’IGBCE Sassonia.
IGBCE
«Dresda ne è venuta a conoscenza. La Sassonia ne è venuta a conoscenza. La Germania ne è venuta a conoscenza. E anche a livello europeo è ormai chiaro cosa c’è in gioco qui», spiega Philipp Zirzow, responsabile distrettuale dell’IGBCE Sassonia. «Ora non si parla più solo di rendimenti aziendali, ma di 641 persone, delle loro famiglie e dei risultati raggiunti nel corso della loro vita. Questo è il nostro primo successo comune.»
La Sächsisches Serumwerk vanta 115 anni di storia, dipendenti altamente qualificati e competenza farmaceutica. Lo stabilimento non solo è in grado di produrre vaccini, ma dispone anche di competenze nel campo del riempimento, del controllo qualità e del confezionamento. Queste competenze non possono essere facilmente ricostituite dopo una chiusura.
Ampio sostegno politico per lo stabilimento
Già lunedì il comitato aziendale e l’IGBCE si sono incontrati con il ministro di Stato sassone per l’Economia, il Lavoro, l’Energia e la Protezione del clima, Dirk Panter, per discutere della situazione e delle possibili prospettive per lo stabilimento. La dirigenza aziendale non ha partecipato al colloquio, motivando la propria assenza con la necessità di occuparsi in quel momento dei dipendenti.
Il 16 settembre l’intero comitato del consiglio di fabbrica e l’IGBCE hanno accettato l’invito a partecipare alla seduta straordinaria del Parlamento regionale della Sassonia. Nel corso di un incontro informale con il primo ministro Michael Kretschmer, la ministra degli Affari sociali e della Salute Petra Köpping, il ministro dell’Economia Dirk Panter e il presidente del gruppo parlamentare SPD Henning Homann, si è discusso del futuro dello stabilimento.
Il primo ministro Kretschmer ha esortato a «non gettare la spugna proprio ora» e a lottare insieme ai lavoratori e al sindacato per garantire il futuro della sede come polo farmaceutico e produttivo. Henning Homann ha sottolineato: «Dresda è una sede efficiente e moderna, competitiva anche all’interno di GSK».
Anche a livello europeo cresce il sostegno. Il deputato europeo sassone Oliver Schenk intende sollevare la questione dinanzi alla Commissione europea. Per il comitato aziendale e l’IGBCE è chiaro: il mantenimento delle capacità produttive farmaceutiche non è solo una questione regionale, ma riguarda la sicurezza dell’approvvigionamento e la resilienza della Germania e dell’Europa.
Non solo resistenza: un piano concreto per il futuro
Parallelamente all’impegno pubblico e politico, il comitato aziendale e l’IGBCE hanno iniziato a sviluppare un piano per il futuro solido. In collaborazione con esperti esterni si sta valutando
- quali nuovi vaccini, farmaci o produzioni su commissione potrebbero essere attirati a Dresda,
- quali partnership, investitori o nuovi modelli di proprietà siano possibili,
- se la sede possa essere gestita in modo autonomo o in collaborazione con nuovi partner,
- e quali strumenti politici ed europei possano essere utilizzati a tal fine.
Tra questi figura anche la normativa europea sui medicinali critici, volta a rafforzare la produzione di farmaci importanti in Europa e a garantire che le decisioni politiche tengano conto non solo del prezzo più basso, ma anche della sicurezza dell’approvvigionamento e delle capacità produttive esistenti.
«Oggi non promettiamo una soluzione pronta. Ma promettiamo che valuteremo con professionalità ogni possibilità seria e che uniremo tutte le competenze e la passione delle persone presenti nella sede», ha affermato Zirzow.
«Profondamente colpiti, ma non abbattuti»
All’assemblea dei dipendenti, esattamente una settimana dopo l’annuncio della chiusura, oltre alla preoccupazione e alla rabbia si percepivano soprattutto energia, coesione e determinazione.
Peter Mißbach, presidente del comitato aziendale di GSK Dresda, spiega: «Questa notizia ci colpisce nel profondo. Siamo profondamente colpiti, ma non siamo abbattuti. Dimostreremo di cosa è capace questa forza lavoro e quale potenziale si cela in questo stabilimento».
Dal punto di vista del comitato aziendale e dell’IGBCE, la GSK ha ancora delle responsabilità. Il gruppo deve rendere pubbliche le basi delle sue decisioni, valutare seriamente delle alternative e spiegare perché, a quanto pare, a Dresda non sarebbero possibili nuovi prodotti, commesse o partnership.
Peter Mißbach conclude affermando: «In 115 anni questo stabilimento ha superato due guerre mondiali, sconvolgimenti politici, inondazioni e innumerevoli sfide. Non permetteremo che una decisione finanziaria irresponsabile, priva di una volontà seria e tangibile di garantire un futuro a questa sede, metta fine a questa storia. Ora i lavoratori, il comitato aziendale e l’IGBCE scrivono la nostra storia da soli – con competenza, passione, coraggio e coesione».
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