Il grasso hack protegge dalla morte cellulare
Le scoperte potrebbero fornire nuove strade per le terapie contro il cancro e il trattamento delle malattie legate all'età
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In risposta a stress o danni, le cellule vanno incontro a senescenza e smettono di dividersi. Tuttavia, se le cellule senescenti si accumulano nei tessuti a lungo termine, si verifica un'infiammazione cronica e aumenta il rischio di cancro. I ricercatori del Centro tedesco per la ricerca sul cancro (DKFZ) hanno ora scoperto un meccanismo finora sconosciuto con cui le cellule senescenti si proteggono dallo stress ossidativo e da una forma specifica di morte cellulare nota come ferroptosi. A lungo termine, queste scoperte potrebbero fornire nuove strade per le terapie contro il cancro e per il trattamento delle malattie legate all'età.
La senescenza si verifica quando le cellule rispondono allo stress o a cambiamenti dannosi e cessano definitivamente la loro crescita. Questo processo è considerato un meccanismo protettivo contro il cancro. Le cellule che, ad esempio, sono portatrici di un oncogene attivato in modo permanente da mutazioni vengono di fatto "congelate" prima che possano proliferare in modo incontrollato: un programma di emergenza biologica. Tuttavia, i problemi sorgono quando le cellule senescenti si accumulano nei tessuti, dove promuovono l'infiammazione cronica e quindi facilitano lo sviluppo del tumore. Gli scienziati sono quindi alla ricerca di modi per eliminare le cellule senescenti prima che possano causare danni.
Il team di ricerca guidato da Almut Schulze ha studiato, utilizzando cellule di tessuto connettivo, come cambia il metabolismo delle cellule senescenti quando viene indotto dall'oncogene BRAFV600E mutato. La mutazione BRAFV600E è comune, ad esempio, nei melanomi. Gli esperimenti hanno rivelato che le cellule producono grandi quantità di trigliceridi, cioè di grassi di deposito, e li immagazzinano in piccole gocce lipidiche.
Questa ridistribuzione dei grassi ha conseguenze di vasta portata: gli acidi grassi polinsaturi particolarmente sensibili vengono rimossi dalle membrane cellulari e incorporati nei grassi di deposito. Ciò rende le membrane cellulari più resistenti ai danni ossidativi. Le cellule si proteggono così dalla ferroptosi, una forma di morte cellulare programmata innescata dall'ossidazione dei lipidi.
I ricercatori hanno identificato l'enzima metabolico DGAT1 come fattore chiave centrale di questo meccanismo protettivo. Bloccandolo, gli acidi grassi sensibili sono tornati in quantità maggiori nelle membrane cellulari e le cellule senescenti hanno perso la loro resistenza alla ferroptosi.
Inoltre, l'alterazione del metabolismo lipidico sembra influenzare anche le risposte infiammatorie delle cellule. Le cellule senescenti hanno prodotto livelli maggiori delle cosiddette ossillipine, messaggeri lipidici infiammatori. La combinazione dell'inibizione della DGAT1 e del blocco della produzione di ossillipine ha ripristinato completamente la sensibilità delle cellule alla ferroptosi.
"I risultati ci forniscono nuove conoscenze sulla biologia delle cellule senescenti", afferma Almut Schulze, responsabile dello studio. "Mostrano quanto siano strettamente legati il metabolismo lipidico, i processi infiammatori e la sopravvivenza cellulare". I ricercatori considerano questo lavoro come una base per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche a lungo termine in grado di eliminare specificamente le cellule senescenti. Ciò rappresenterebbe un'opzione non solo per il trattamento del cancro, ma potenzialmente anche per le malattie legate all'età.
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