La scoperta di un enzima ingegnerizzato offre una soluzione sostenibile per il riciclaggio della plastica poliuretanica

08.04.2026

Un gruppo di ricercatori ha raggiunto un importante traguardo nel campo della gestione dei rifiuti plastici, delucidando per la prima volta il meccanismo catalitico con cui l'esterasi Aes72 idrolizza i legami uretanici del poliuretano (PU) e ingegnerizzando l'enzima per migliorarne ulteriormente l'efficienza catalitica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Engineering, illustra l'elucidazione strutturale e l'ingegnerizzazione di un'esterasi promiscua, l'Aes72, che dimostra una maggiore capacità di scomporre i rifiuti PU a base di polietere. Questo progresso offre una promettente alternativa ecologica ai tradizionali metodi di riciclaggio ad alta intensità energetica.

Jiawei Liu et al.

Approfondimenti meccanici sull'idrolisi del legame uretanico da parte dell'esterasi Aes72 e ingegneria proteica

Il PU è il quinto polimero sintetico più prodotto a livello globale, con milioni di tonnellate prodotte ogni anno. Il suo uso diffuso nei prodotti industriali e di consumo ha creato notevoli problemi di gestione dei rifiuti. Le attuali strategie di fine vita, come la frantumazione meccanica o il riciclaggio chimico, sono spesso caratterizzate da un elevato consumo energetico, dalla generazione di sottoprodotti indesiderati e da rigidi requisiti di qualità delle materie prime. Di conseguenza, lo sviluppo di tecnologie di riciclaggio biocatalitico - che operano in condizioni blande senza solventi organici - è diventato una priorità per i ricercatori che mirano a realizzare un'economia circolare.

Il team di ricerca, guidato da esperti della Nanjing Tech University, della Shandong University, del Tianjin Institute of Industrial Biotechnology e dell'Università di Greifswald, si è concentrato sull'esterasi Aes72. Mentre molti enzimi sono in grado di degradare le plastiche di tipo poliestere, l'identificazione di catalizzatori in grado di scindere efficacemente i legami uretanici presenti in diversi rifiuti PU rimane una sfida formidabile. Risolvendo la struttura cristallina di Aes72, priva di legami, a un'alta risoluzione di 1,80 Å, i ricercatori hanno ottenuto informazioni fondamentali sull'architettura dell'enzima.

Utilizzando simulazioni avanzate di meccanica quantistica/meccanica molecolare (QM/MM) su più scale, il team ha mappato il meccanismo catalitico della scissione del legame uretanico. Hanno identificato un processo di reazione in quattro fasi, individuando nell'attacco nucleofilo la fase che determina la velocità. Forti di questa comprensione meccanicistica, gli scienziati hanno impiegato una strategia di progettazione semi-razionale per ingegnerizzare la tasca di legame dell'enzima.

Il doppio mutante risultante, F276A/L141I, ha mostrato un notevole aumento di due volte nell'efficacia catalitica verso il substrato modello bis(4-idrossibutile) (metilenebis(4,1-fenilene)) dicarbammato (BMC) rispetto all'enzima wild-type. Inoltre, la variante ha dimostrato prestazioni di degradazione significativamente migliori su materiali PU a base di polietere. Negli esperimenti, la variante ingegnerizzata di Aes72 ha portato a una pronunciata scissione della catena e a una sostanziale perdita di peso nel polietere termoplastico-PU, confermando il suo potenziale per l'applicazione industriale.

Questa scoperta fornisce approfondimenti meccanici essenziali sulla relazione struttura-funzione dell'esterasi promiscua Aes72 nella degradazione del PU. Se da un lato lo studio evidenzia che la degradazione delle schiume PU termoindurenti altamente reticolate rimane una sfida a causa della loro struttura complessa, dall'altro il successo dell'ingegnerizzazione dell'Aes72 stabilisce una base vitale per gli sforzi futuri. Combinando la biologia strutturale con la progettazione computazionale, questa ricerca apre la strada a catalizzatori bio-based più potenti, avvicinando la comunità scientifica al raggiungimento di un riciclo sostenibile ed efficiente di diversi rifiuti plastici.

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