La disuguaglianza sociale è collegata a un invecchiamento biologico più rapido

Un’ampia meta-analisi rileva prove coerenti tra i vari indicatori epigenetici a livello mondiale

24.06.2026
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Lo studio, condotto dal team Biosocial dell’Istituto Max Planck per lo Sviluppo Umano in collaborazione con la Columbia University di New York, dimostra che le disuguaglianze sociali, quali la povertà e il razzismo, sono correlate all’invecchiamento biologico misurato a livello dell’epigenoma, noto anche come “orologi epigenetici”. Gli orologi epigenetici analizzano i modelli delle impronte chimiche presenti sul DNA per stimare l’età biologica di una persona o la velocità con cui il suo corpo sta invecchiando. Questi strumenti sono sempre più utilizzati dagli scienziati per studiare in che modo le esposizioni ambientali, lo stile di vita e le condizioni sociali influenzano la salute nel corso dell’intero ciclo di vita.

Precedenti studi individuali hanno dimostrato che gli orologi epigenetici sono sensibili alle disparità socioeconomiche e razziali o etniche. Tuttavia, poiché esistono diversi tipi di orologi epigenetici, non è ancora chiaro quali misure riescano a cogliere al meglio gli effetti dei determinanti sociali della salute, in quali fasi della vita le esposizioni socioeconomiche influenzino maggiormente l’invecchiamento epigenetico e se le associazioni differiscano in base al sesso o a fattori tecnici quali il tessuto da cui vengono raccolti i dati epigenetici. Questo studio integra i risultati di numerosi studi indipendenti, offrendo una verifica completa della coerenza e della solidità di tali associazioni. 

Le misure più recenti dell’invecchiamento biologico sono più sensibili alle condizioni sociali

Lo studio rivela un modello robusto: le persone che vivono in condizioni di svantaggio sociale tendono a mostrare un invecchiamento biologico più rapido, e questa associazione risultava più forte quando si utilizzava l’ultima generazione di orologi epigenetici. Gli orologi di prima generazione — progettati principalmente per stimare l’età cronologica — presentano un’associazione debole con le condizioni socioeconomiche. Al contrario, gli orologi di seconda generazione, che riflettono lo stato di salute e il rischio di mortalità, e quelli di terza generazione, che misurano il ritmo dell’invecchiamento, mostrano associazioni sostanzialmente più forti con le condizioni socioeconomiche. 

Prove relative a tutto l’arco della vita

Lo studio indica inoltre che la disuguaglianza sociale influenza l’invecchiamento biologico sin dalla prima infanzia: i bambini che crescono in contesti socioeconomici svantaggiati mostrano già segni di un invecchiamento biologico più rapido quando misurato utilizzando gli orologi epigenetici di nuova generazione. Lo studio rileva inoltre che gli adulti cresciuti in famiglie svantaggiate tendono a invecchiare biologicamente più rapidamente in età avanzata, anche decenni dopo le esposizioni subite durante l’infanzia.

Le disparità sociali si riflettono nell’invecchiamento biologico

I ricercatori hanno esaminato anche le disparità razziali ed etniche nell’invecchiamento biologico. Negli studi condotti negli Stati Uniti inclusi nell’analisi, i partecipanti di etnia afroamericana mostrano un invecchiamento biologico più rapido rispetto a quelli di etnia caucasica, se misurato con orologi di seconda e terza generazione. Si osservano differenze anche tra i partecipanti latinoamericani e quelli di etnia caucasica, sebbene di entità leggermente minore. 

Implicazioni per la ricerca sanitaria e gli interventi

I risultati aiutano a chiarire quali orologi epigenetici siano più utili per studiare in che modo le condizioni sociali e ambientali influenzino l’invecchiamento biologico. Il team osserva che questi strumenti potrebbero anche aiutare gli scienziati a valutare se gli interventi — quali programmi di riduzione della povertà, politiche educative o interventi sanitari — possano rallentare l’invecchiamento biologico e migliorare la salute a lungo termine in futuro. 

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