Il microbiota tumorale: una nuova frontiera nella biologia del cancro

02.04.2026

Il microbiota tumorale - che comprende batteri, funghi, virus e altri microrganismi presenti nel tessuto tumorale - è oggi considerato una componente importante del microambiente tumorale. Un articolo di consenso internazionale riunisce istituzioni di Stati Uniti, Israele, Austria e Italia, impegnate in studi all'avanguardia in questa specifica area di ricerca. Tra gli autori co-corrispondenti c'è Maria Rescigno, Direttore Scientifico del CeMM Research Center for Molecular Medicine dell'Accademia Austriaca delle Scienze, Professore di Patologia Generale presso Humanitas University, nonché responsabile del Laboratorio di Immunologia Mucosale e Microbiota dell'IRCCS Istituto Clinico Humanitas; co-autore del lavoro è anche Luca Tiraboschi, ricercatore presso il Laboratorio di Immunologia Mucosale e Microbiota di Humanitas. Insieme a un team internazionale, hanno contribuito a sintetizzare le evidenze disponibili, identificando le principali sfide metodologiche e proponendo standard condivisi per una rilevazione più affidabile e riproducibile dei microbi associati ai tumori.

ÖAW/Natascha Unkart

Autore corrispondente dello studio Maria Rescigno

Microbi e tumori: una relazione complessa

Negli ultimi dieci anni, studi su modelli preclinici e osservazioni cliniche hanno dimostrato che il microbiota intestinale influenza profondamente lo sviluppo del cancro e modula l'efficacia dell'immunoterapia. I risultati di esperimenti condotti a livello internazionale hanno dimostrato che la modifica delle comunità microbiche può alterare non solo i tumori intestinali, ma anche quelli di organi distanti come cervello, fegato, pancreas, seno, ossa e pelle. Segnali microbici, e in molti casi microrganismi vitali, sono stati rilevati all'interno dei tumori e possono contribuire a riprogrammare sia le cellule tumorali che quelle del sistema immunitario. "Questo dimostra che i microbi associati ai tumori non sono semplici spettatori, ma modulatori attivi della biologia tumorale e della risposta alle terapie. Studiarli in modo rigoroso rimane complesso, a causa della loro scarsità nei tessuti tumorali, del rischio di contaminazione e dei pregiudizi metodologici, ma la comprensione del loro ruolo sarà fondamentale per sviluppare strategie terapeutiche più mirate", spiega Maria Rescigno.

Verso terapie più precise

I ricercatori hanno identificato diversi modi attraverso i quali i microbi possono influenzare i tumori. In particolare, i componenti strutturali - tra cui frammenti della parete cellulare e acidi nucleici - e i prodotti metabolici derivati dai microbi possono raggiungere il tumore attraverso la circolazione e rimodellare il suo microambiente, modulando direttamente i programmi cellulari e immunitari. Inoltre, in alcuni casi, i microrganismi vitali possono traslocare dall'intestino o da altri siti mucosali ai tumori, interagendo direttamente con il tessuto tumorale e influenzando l'immunità locale.

Queste evidenze hanno portato a una definizione più precisa del microbiota tumorale, inteso come l'insieme dei microrganismi e dei loro componenti molecolari - compresi acidi nucleici, proteine e metaboliti - presenti in tutti i componenti del tumore e della sua nicchia ecologica, distinti dalle comunità superficiali o luminali (cioè situate nelle cavità degli organi e non all'interno del tessuto tumorale) e in grado di interagire con le cellule dell'ospite.

Per affrontare le difficoltà tecniche ed evitare interpretazioni errate, l'articolo di consenso raccomanda di integrare diversi approcci complementari, come il sequenziamento genetico, l'imaging, le colture microbiche e i test funzionali, al fine di confermare non solo la presenza di microbi, ma anche la loro vitalità e il loro ruolo causale. Gli autori propongono anche degli standard minimi di refertazione per garantire la riproducibilità dei risultati tra i vari laboratori. "L'obiettivo è andare oltre il dibattito sulla mera presenza microbica e concentrarsi su questioni clinicamente rilevanti: come i microbi associati al tumore influenzano la biologia tumorale e la risposta alle terapie e se possono rappresentare biomarcatori utili per guidare strategie terapeutiche più efficaci e personalizzate", aggiunge Luca Tiraboschi.

Implicazioni cliniche e prospettive future

La comprensione del ruolo del microbiota tumorale apre nuove prospettive per la terapia del cancro. Come già osservato per il microbiota intestinale, interventi mirati ai microbi intratumorali potrebbero migliorare la risposta all'immunoterapia, alla chemioterapia e ad altre strategie terapeutiche. La definizione precisa dei meccanismi causali è quindi essenziale per tradurre queste scoperte in approcci di oncologia di precisione.

Lo studio rappresenta un importante sforzo di collaborazione internazionale e sintetizza le prove provenienti da diversi tipi di tumori, in particolare quelli caratterizzati da una bassa biomassa microbica, dove le conclusioni richiedono una validazione particolarmente rigorosa. Delineando una roadmap di standard sperimentali e analitici, questo lavoro fornisce le basi per una ricerca più solida e per future applicazioni cliniche nel campo emergente del microbiota tumorale.

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