Per i trapianti: i ricercatori puntano a produrre per la prima volta cellule staminali del sangue su larga scala

21.10.2026
Karin Kaiser/MHH

Con l'obiettivo di produrre cellule staminali ematopoietiche: il Prof. Dr. Nico Lachmann e il Dr. Mark Klassen (da sinistra).

Un trapianto di cellule staminali ematiche può salvare vite umane. Tuttavia, spesso si registra una carenza di cellule da donatori. Un team della Scuola di Medicina di Hannover (MHH) e della LMU di Monaco di Baviera punta ora a produrre cellule staminali ematiche. Il loro progetto “smartiBONE” riceve un finanziamento di un milione di euro dal BMFTR.

Per le persone affette da leucemia, immunodeficienze rare e gravi malattie autoimmuni, un trapianto di cellule staminali ematopoietiche può essere salvavita. Tuttavia, vi è una carenza di cellule da donatore compatibili. Questo perché, affinché un trapianto abbia successo, le caratteristiche tissutali del donatore e del ricevente devono corrispondere il più possibile. Sebbene ogni anno in tutto il mondo vengano effettuati oltre 90.000 trapianti di cellule staminali ematiche, per molti pazienti rimane difficile trovare un donatore compatibile. E anche quando sono disponibili cellule compatibili, la comunità medica deve affrontare un ulteriore ostacolo: fuori dal corpo, le cellule staminali ematiche provenienti dal midollo osseo perdono la loro capacità di rinnovarsi producendo contemporaneamente tutti i tipi di cellule del sangue. Eppure sono proprio queste proprietà ad essere fondamentali per il successo del trapianto.

Ad oggi non esiste un metodo affidabile e riproducibile per produrre in grandi quantità cellule staminali ematopoietiche funzionali al di fuori del corpo umano. È qui che entra in gioco il nuovo progetto di ricerca «smartiBONE»: un team della Scuola di Medicina di Hannover (MHH), guidato dal Prof. Dr. Nico Lachmann, sta collaborando con un team dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco (LMU) per compiere un passo decisivo verso la produzione di cellule staminali ematiche. Il Ministero federale della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio (BMFTR) stanzia un totale di un milione di euro per il progetto. L’avvio del progetto è previsto per novembre 2026.

Il team della MHH ha già sviluppato una tecnologia che consente la produzione di diversi tipi di cellule immunitarie in quantità variabili a partire da cellule staminali pluripotenti indotte (cellule iPS) – cellule somatiche che sono state “riprogrammate” mediante biotecnologia e dalle quali è possibile ricavare qualsiasi tipo di cellula presente nell’organismo. Questa tecnologia verrà ora impiegata per produrre su larga scala cellule staminali ematopoietiche funzionali con l’ausilio di organoidi simili al midollo osseo. Ciò è già stato realizzato su piccola scala.

«Con “smartiBONE” puntiamo a compiere un passo decisivo verso una terapia cellulare sostenibile e accessibile per i pazienti affetti da gravi disturbi ematici e immunitari», sottolinea il professor Lachmann del Dipartimento di Pneumologia pediatrica, Allergologia e Neonatologia della MHH. «Non stiamo lavorando solo a nuove opzioni terapeutiche, ma anche a una nuova infrastruttura per la medicina del futuro». Le cellule staminali ematiche sviluppate sono destinate a integrare la terapia esistente che utilizza cellule di donatori e a fungere anche da risorsa per la ricerca.

La produzione di cellule staminali ematiche potrebbe, in futuro, fornire una fonte di cellule personalizzata, accessibile ed eticamente corretta – oltre alla disponibilità di donatori idonei. La ricerca del team viene condotta presso il Centro per le terapie cellulari e geniche dell’MHH, nonché nell’ambito del Cluster di Eccellenza RESIST e del Centro tedesco per la ricerca sui polmoni.

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