InfraLeuna mette in funzione un impianto di trattamento anaerobico delle acque reflue per la bioraffineria di UPM

La bioraffineria dell’UPM è considerata l’investimento più importante d’Europa nel settore dei prodotti biochimici

06.10.2026
InfraLeuna

Da sinistra a destra: Falko Keck, responsabile di produzione presso UPM Biochemicals GmbH, Elisabeth Kaiser, sottosegretario di Stato e commissario del governo federale per la Germania orientale presso il Ministero federale delle finanze, e il dott. Christof Günther, amministratore delegato di InfraLeuna GmbH, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’impianto di trattamento anaerobico delle acque reflue presso il sito chimico di Leuna.

L’impianto è stato realizzato nell’ambito dell’insediamento dell’azienda finlandese UPM nell’area e rafforza in modo specifico l’infrastruttura sostenibile del sito, fornendo la tecnologia necessaria per il trattamento di acque reflue industriali complesse. UPM sta attualmente mettendo in funzione a Leuna una bioraffineria unica al mondo, dove vengono prodotti composti biochimici a partire da legno di latifoglie proveniente da fonti sostenibili. Questi prodotti biochimici sostituiscono le materie prime di origine fossile in numerose applicazioni, quali imballaggi, tessuti, cosmetici e gomma. Con un volume di investimento di circa 1,3 miliardi di euro, il progetto si colloca tra i più grandi investimenti industriali realizzati in Germania negli ultimi anni ed è anche il più significativo nel settore dei prodotti biochimici.

Questo processo innovativo comporta anche nuove esigenze infrastrutturali, tra cui il trattamento del flusso di acque reflue risultante, che presenta un elevato carico organico e richiede un trattamento appositamente adattato.

È proprio qui che entra in gioco il nuovo impianto di pretrattamento delle acque reflue: le acque reflue vengono prima sottoposte a pretrattamento anaerobico, ovvero senza l’aggiunta di ossigeno. In questo processo, le sostanze organiche vengono efficacemente degradate con metodi microbiologici prima che le acque reflue possano essere convogliate all’impianto centrale di trattamento biologico delle acque reflue presso il sito chimico per un ulteriore trattamento.

La tecnologia utilizzata offre una vasta gamma di vantaggi: consente di ottenere elevati livelli di degradazione del carico organico (riduzione del COD di almeno l’80%) riducendo al contempo in modo significativo il consumo energetico rispetto ai processi aerobici convenzionali. Inoltre, produce una quantità notevolmente inferiore di fanghi di depurazione. Un particolare valore aggiunto deriva dall’utilizzo energetico del processo: vengono generati continuamente circa 6 MW di biogas, che vengono immessi nella rete del gas naturale del sito chimico.

La ministra di Stato Elisabeth Kaiser afferma: «Il nuovo impianto di trattamento anaerobico delle acque reflue rappresenta un investimento significativo per la competitività e il futuro di Leuna come polo dell’industria chimica. Sono particolarmente lieta che non solo renda il sito più produttivo, ma anche più sostenibile, fornendo al contempo energia rinnovabile per altri processi produttivi. Leuna dimostra in modo impressionante quanto sia innovativa l’industria chimica della Germania dell’Est e quale importante contributo possa dare allo sviluppo economico. In quanto polo dell’industria chimica, Leuna rappresenta quindi un eccellente esempio di trasformazione industriale di successo. Ciò che si sta realizzando qui può fungere da modello e fonte di ispirazione per i poli chimici e industriali in tutta la Germania».

Con una capacità di trattamento di 4.000 m³ di acque reflue al giorno e investimenti per un totale di 36,7 milioni di euro per l’impianto stesso, più ulteriori 6 milioni di euro per il sistema di immissione del biogas, si colloca tra i progetti infrastrutturali più significativi realizzati nel sito negli ultimi anni. La messa in funzione avverrà in più fasi: In primo luogo, UPM scaricherà volumi crescenti di acque reflue e i bioreattori verranno avviati utilizzando il cosiddetto «fango inoculo» — batteri anaerobici specializzati che colonizzano piccoli supporti minerali, principalmente calcare, sotto forma di biofilm — mentre, contemporaneamente, avrà inizio il trattamento del gas e il serbatoio di stoccaggio verrà riempito di biogas. Successivamente, la portata e il carico vengono aumentati continuamente fino a quando l’impianto raggiunge la piena capacità.

Matthias Schleicher, direttore delle operazioni della bioraffineria di Leuna, spiega: «Il sito chimico di Leuna ci offre più di una semplice sede: ci offre un partner disposto a esplorare nuovi orizzonti insieme a noi. L’impianto di trattamento anaerobico delle acque reflue, sviluppato da InfraLeuna appositamente per la nostra bioraffineria, ne è un esempio concreto: non si tratta di una soluzione standardizzata, ma di un sistema tecnicamente sofisticato e adattato con precisione ai nostri processi. Questa disponibilità ad abbracciare nuovi processi e requisiti è fondamentale per aziende come UPM — e rappresenta un vero vantaggio competitivo che fa la differenza».

«Leuna è il polo della chimica sostenibile. Con la messa in funzione di questo impianto, stiamo compiendo qui il prossimo grande passo», ha affermato il dott. Christof Günther, amministratore delegato di InfraLeuna GmbH. «Qui combiniamo un trattamento avanzato delle acque reflue con la produzione di energia e l’efficienza delle risorse. In questo modo, non solo creiamo le condizioni ideali per il nostro cliente UPM, ma rafforziamo anche la competitività dell’intero cluster chimico di Leuna.»

Il nuovo impianto di trattamento anaerobico delle acque reflue rappresenta quindi un esempio della stretta integrazione tra innovazione industriale e infrastrutture locali ad alte prestazioni e sottolinea il ruolo di primo piano del polo chimico di Leuna nel settore.

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