Grassi a colazione o a cena?

La tempistica dei nutrienti influenza l'attività genica nel tessuto adiposo

02.03.2026
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La tendenza a mangiare carboidrati o grassi al mattino può contribuire a determinare il funzionamento del nostro metabolismo. La Prof.ssa Olga Ramich dell'Istituto Tedesco di Nutrizione Umana di Potsdam-Rehbruecke (DIfE) e della Charité - Universitätsmedizin di Berlino e il suo team hanno dimostrato per la prima volta nell'uomo che la distribuzione temporale dell'assunzione di carboidrati e grassi modifica l'attività di oltre mille geni nel tessuto adiposo nel corso della giornata, compresi i geni che regolano il metabolismo dei carboidrati e dei grassi e i processi infiammatori. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Food Research International.

Il metabolismo umano è regolato da orologi interni e mostra i cosiddetti ritmi circadiani. Molti processi, come l'assorbimento degli zuccheri, la combustione dei grassi o il rilascio di ormoni, oscillano durante il giorno, cioè presentano ritmi caratteristici di 24 ore. Se i nutrienti vengono consumati al di fuori delle finestre temporali ottimali per i ritmi interni, ciò potrebbe favorire disturbi metabolici a lungo termine. Il campo della crononutrizione studia i meccanismi molecolari sottostanti per ottimizzare i tempi di alimentazione e aumentare la salute metabolica, con l'obiettivo finale di prevenire le malattie croniche.

Grassi a colazione o a cena?

La Prof.ssa Olga Ramich e il suo team dell'Istituto Tedesco di Nutrizione Umana di Potsdam-Rehbruecke (DIfE) hanno condotto uno studio pionieristico sull'uomo per verificare se il momento della giornata in cui si consumano carboidrati e grassi influenzi l'espressione genica nel tessuto adiposo sottocutaneo, indipendentemente dall'apporto calorico. La ricerca si basa sui dati di uno studio dietetico controllato con un disegno crossover che ha coinvolto 29 uomini in sovrappeso senza diabete. I partecipanti hanno seguito due diversi piani alimentari, accuratamente abbinati per contenuto calorico, per quattro settimane ciascuno. Un piano privilegiava i carboidrati al mattino e i grassi alla sera, mentre l'altro invertiva questo schema. Questo schema ha permesso ai ricercatori di isolare meglio le risposte metaboliche individuali.

L'équipe ha raccolto campioni di tessuto adiposo sottocutaneo dei partecipanti in tre momenti diversi della giornata di studio, prima e dopo ogni intervento dietetico. I ricercatori hanno analizzato il trascrittoma di questi campioni, un'istantanea dinamica dell'attività genica, in collaborazione con il Prof. Achim Kramer, responsabile dell'area di ricerca Cronobiologia presso il Dipartimento di Anestesiologia e Medicina intensiva della Charité.

Differenze evidenti nel tessuto adiposo

Per la prima volta, Ramich e il suo team hanno caratterizzato i ritmi genici nel tessuto adiposo sottocutaneo e hanno dimostrato che la distribuzione temporale dei nutrienti nel corso della giornata altera il trascrittoma oscillante e non oscillante.

Le analisi hanno mostrato che 1.386 geni nel tessuto adiposo esaminato sono soggetti a oscillazioni diurne. Molti di questi geni sono associati al metabolismo del glucosio e dei grassi o ai processi infiammatori. I ricercatori hanno scoperto che l'orario di assunzione dei macronutrienti influenzava l'espressione genica diurna di quasi un terzo dei geni oscillanti nel tessuto adiposo. Alcuni geni oscillanti mostravano parametri ritmici alterati, altri cessavano di oscillare o, al contrario, geni non ritmici diventavano ritmici.

Il consumo di una dieta ricca di grassi al mattino e di una dieta ricca di carboidrati alla sera ha portato a un miglioramento dei marcatori della sensibilità all'insulina nel tessuto adiposo esaminato. Spostando l'assunzione di grassi alla sera, tuttavia, è aumentata l'attività dei geni infiammatori. Questo potrebbe essere un'indicazione di uno stato pro-infiammatorio precoce nel tessuto adiposo, che è considerato un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie metaboliche come l'obesità e il diabete di tipo 2.

Un nuovo approccio alla prevenzione

"I nostri risultati confermano le scoperte iniziali, secondo cui lo spostamento della distribuzione dei macronutrienti nel corso della giornata influenza in modo misurabile i processi metabolici nel tessuto adiposo", afferma Ramich. "I pasti tardivi e ricchi di grassi possono innescare processi molecolari sfavorevoli che potrebbero promuovere infiammazioni e problemi metabolici a lungo termine".

I ricercatori considerano le loro scoperte come nuove strade per la prevenzione del sovrappeso e del diabete di tipo 2. "Oltre all'apporto calorico, i ricercatori hanno anche una serie di fattori che possono influenzare il metabolismo. "Oltre all'apporto calorico e alla composizione dei nutrienti, la tempistica dei pasti potrebbe diventare in futuro una componente importante delle raccomandazioni dietetiche personalizzate", spiega Ramich.

Tuttavia, gli scienziati sottolineano che sono necessari studi di intervento più ampi e a lungo termine per ricavare effetti sulla salute o raccomandazioni per popolazioni diverse, come le donne e/o le persone con diabete. Studi meccanici in colture cellulari o modelli animali potrebbero inoltre aiutare a esaminare più da vicino la relazione tra i cambiamenti circadiani nel tessuto adiposo e il metabolismo generale.

Nota: questo articolo è stato tradotto utilizzando un sistema informatico senza intervento umano. LUMITOS offre queste traduzioni automatiche per presentare una gamma più ampia di notizie attuali. Poiché questo articolo è stato tradotto con traduzione automatica, è possibile che contenga errori di vocabolario, sintassi o grammatica. L'articolo originale in Inglese può essere trovato qui.

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